Gibellina
Gibellina nuova è una cittadina sorta dopo la distruzione di Gibellina provocata dal Terremoto del Belice, con il contributo di numerosi artisti, è oggi un museo "en plein air", un luogo in cui l'arte si fonde con la quotidianità, in cui si miscelano il vivere giornaliero con la cultura profonda delle sue opere.
Diverse sono le opere da visitare: il museo d'arte contemporanea annovera fra gli altri quadri di Mario Schifano, Renato Guttuso e altrettanto famosi artisti italiani ed internazionali. Lo scultore che ha lasciato un segno tangibile alla nuova Gibellina è Pietro Consagra con la Stella del Belice una scultura alta 24 metri alle porte della città. Sempre di Consagra sono il meeting e il portale d'ingresso dell'orto botanico. Oggi il meeting è un bar, ma era stato progettato con l'idea di farne un museo.
La piazza del comune è circondata da un portico realizzato da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, mentre all'interno si trovano delle ceramiche decorate da Carla Accardi e un'opera di Arnaldo Pomodoro. Al bordo della piazza si trovano delle sculture di metallo bianco ossia la Città di Tebe di Pietro Consagra, la scultura in travertino Città del sole di Mimmo Rotella e La torre di Alessandro Mendini.
Realizzata nel 1988, la Torre dell'orologio è alta una dozzina di metri ed è formata da due "ali" multicolori. Quattro volte al giorno dalla torre si sente un corncerto di voci che ricorda il disastro del terremoto.
Diverse sono le opere da visitare: il museo d'arte contemporanea annovera fra gli altri quadri di Mario Schifano, Renato Guttuso e altrettanto famosi artisti italiani ed internazionali. Lo scultore che ha lasciato un segno tangibile alla nuova Gibellina è Pietro Consagra con la Stella del Belice una scultura alta 24 metri alle porte della città. Sempre di Consagra sono il meeting e il portale d'ingresso dell'orto botanico. Oggi il meeting è un bar, ma era stato progettato con l'idea di farne un museo.
La piazza del comune è circondata da un portico realizzato da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, mentre all'interno si trovano delle ceramiche decorate da Carla Accardi e un'opera di Arnaldo Pomodoro. Al bordo della piazza si trovano delle sculture di metallo bianco ossia la Città di Tebe di Pietro Consagra, la scultura in travertino Città del sole di Mimmo Rotella e La torre di Alessandro Mendini.
Realizzata nel 1988, la Torre dell'orologio è alta una dozzina di metri ed è formata da due "ali" multicolori. Quattro volte al giorno dalla torre si sente un corncerto di voci che ricorda il disastro del terremoto.