Mart
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Rovereto, Italia
Progetto:
Arch. Mario Botta e Ing. Giulio Andreolli
Il Polo Culturale, il cui progetto inizia nel 1987 - 88, è situato sull’area retrostante i due palazzi settecen-teschi, Palazzi Alberti e Palazzo dell’Annona, che sorgono lungo corso Bettini a Rovereto.
La particolarità del progetto sta nel fatto che la nuova struttura insistendo su un’area arretrata rispetto ai due palazzi storici, che si configurano con grande dignità nel loro linguaggio architettonico, non si pre-senta con una propria immagine autonoma rispetto alla città.
Tale insediamento, lontano dal fronte urbano, inusuale per un’istituzione a carattere collettivo, ha sug-gerito un intervento che trasforma lo spazio esistente fra i due antichi palazzi in un viale d’accesso ad una “piazza” circolare dalla quale si accede ai differenti ingressi (museo, biblioteca, auditorium, cafete-ria, ecc.).
Questa nuova piazza, coperta da una cupola vetrata, diviene il “cuore” baricentrico del nuovo comples-so e nel contempo anche immagine dell’insieme museale che si organizza tutto intorno.
E’ quindi lo spazio “vuoto”, la piazza coperta, la vera matrice della composizione architettonica che pro-prio nella sua centralità focalizza l’idea primaria di questo progetto.
Non potendosi configurare come fronte urbano lungo corso Bettini, il nuovo museo ricorre all’artificio della corte interna che disegna un’immagine inconsueta, dove il visitatore al momento dell’ingresso si trova protagonista al centro dello spazio attorniato dal museo stesso.
A partire da questo spazio il visitatore accede alle differenti attività espositive poste ai due piani superio-ri e ai servizi collocati al pianterreno.
Nel piano interrato sono invece organizzati la Biblioteca e il grande spazio dedicato all’Archivio del ‘900.
La caratteristica principale del secondo piano è l’illuminazione zenitale, che garantisce un’ampia flessi-bilità di utilizzo delle aree espositive. Saranno quindi i differenti allestimenti temporanei che tracceranno di volta in volta i percorsi di fruizione.
Il grande atrio di distribuzione centrale propone differenti scale di lettura e di utilizzo, con l’alternarsi di mezzanini e grandi spazi che in taluni punti si dilatano dal livello di copertura sino al piano interrato e in altri vengono invece compressi con passaggi di altezza ridotta.
Nell’alternarsi continuo tra ambienti generosi e passaggi limitati si gioca l’ingresso alle sale espositive, dove la configurazione spaziale più tranquilla, illuminata omogeneamente dall’alto, permette all’opera d’arte di essere protagonista.
Mario Botta, maggio 2002
http://www.botta.ch/
http://www.mart.trento.it/
Rovereto, Italia
Progetto:
Arch. Mario Botta e Ing. Giulio Andreolli
Il Polo Culturale, il cui progetto inizia nel 1987 - 88, è situato sull’area retrostante i due palazzi settecen-teschi, Palazzi Alberti e Palazzo dell’Annona, che sorgono lungo corso Bettini a Rovereto.
La particolarità del progetto sta nel fatto che la nuova struttura insistendo su un’area arretrata rispetto ai due palazzi storici, che si configurano con grande dignità nel loro linguaggio architettonico, non si pre-senta con una propria immagine autonoma rispetto alla città.
Tale insediamento, lontano dal fronte urbano, inusuale per un’istituzione a carattere collettivo, ha sug-gerito un intervento che trasforma lo spazio esistente fra i due antichi palazzi in un viale d’accesso ad una “piazza” circolare dalla quale si accede ai differenti ingressi (museo, biblioteca, auditorium, cafete-ria, ecc.).
Questa nuova piazza, coperta da una cupola vetrata, diviene il “cuore” baricentrico del nuovo comples-so e nel contempo anche immagine dell’insieme museale che si organizza tutto intorno.
E’ quindi lo spazio “vuoto”, la piazza coperta, la vera matrice della composizione architettonica che pro-prio nella sua centralità focalizza l’idea primaria di questo progetto.
Non potendosi configurare come fronte urbano lungo corso Bettini, il nuovo museo ricorre all’artificio della corte interna che disegna un’immagine inconsueta, dove il visitatore al momento dell’ingresso si trova protagonista al centro dello spazio attorniato dal museo stesso.
A partire da questo spazio il visitatore accede alle differenti attività espositive poste ai due piani superio-ri e ai servizi collocati al pianterreno.
Nel piano interrato sono invece organizzati la Biblioteca e il grande spazio dedicato all’Archivio del ‘900.
La caratteristica principale del secondo piano è l’illuminazione zenitale, che garantisce un’ampia flessi-bilità di utilizzo delle aree espositive. Saranno quindi i differenti allestimenti temporanei che tracceranno di volta in volta i percorsi di fruizione.
Il grande atrio di distribuzione centrale propone differenti scale di lettura e di utilizzo, con l’alternarsi di mezzanini e grandi spazi che in taluni punti si dilatano dal livello di copertura sino al piano interrato e in altri vengono invece compressi con passaggi di altezza ridotta.
Nell’alternarsi continuo tra ambienti generosi e passaggi limitati si gioca l’ingresso alle sale espositive, dove la configurazione spaziale più tranquilla, illuminata omogeneamente dall’alto, permette all’opera d’arte di essere protagonista.
Mario Botta, maggio 2002
http://www.botta.ch/
http://www.mart.trento.it/